Evasione fiscale, Giovanni Satta a processo- Le accuse e le somme contestate
L’ex sindaco di Buddusò ed ex consigliere regionale deve rispondere di mancati versamenti da parte della sua ditta
Buddusò Si è aperto oggi 12 marzo nel tribunale di Sassari il processo che vede imputato l’ex sindaco di Buddusò ed ex consigliere regionale Giovanni Satta, sotto accusa per evasione di imposte e Iva. Al centro del procedimento penale, la compravendita di sughero e le relative imposte sui redditi. Satta era finito nel mirino degli accertamenti della guardia di finanza per l’attività svolta, attraverso partita Iva, in qualità di titolare dell’omonima ditta individuale. L’ex sindaco di Buddusò acquistava dalla Sardegna e dalla Corsica sughero che poi rivendeva ai produttori portoghesi. La Procura di Sassari aveva aperto un’ indagine per evasione fiscale a carico dell’ex consigliere regionale e al termine delle verifiche eseguite dalle Fiamme gialle aveva emesso nei suoi confronti un decreto di citazione a giudizio.
Per il pubblico ministero Gianni Caria, Giovanni Satta avrebbe evaso le imposte indicando nelle dichiarazioni dei redditi dal 2016 al 2019 importi inferiori. L’evasione contestata è di 147 mila e 500 euro per il 2016, 293 mila e 500 euro per il 2017, 239 mila e 663 euro per il 2018 e 118 mila e 700 euro per il 2019. Una presunta evasione di circa 800mila euro, dunque.
La Procura di Sassari lo accusa anche di aver evaso l’Iva per 210 mila euro per il 2017 e per 152 mila euro per il 2018. Giovanni Satta, difeso dal penalista Angelo Merlini, respinge le accuse. Oggi si è aperto il dibattimento davanti al giudice monocratico Giancosimo Mura. L’avvocato Merlini ha annunciato che nelle prossime udienze depositerà la consulenza di un esperto in cui le presunte irregolarità che vengono contestate all’imputato sono drasticamente ridotte, al di sotto della soglia della rilevanza penale. Si ritorna in aula il 6 ottobre per l’esame dei primi testimoni del pubblico ministero. (t.s.)
