La Nuova Sardegna

Procura generale, arriva Patronaggio

Procura generale, arriva Patronaggio

Proposto dal Csm il nome del magistrato antimafia che indagò Salvini e Rakete

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CAGLIARI. Sarà un magistrato celebre e di alto profilo il nuovo Procuratore generale della Repubblica nella Corte d’Appello di Cagliari: è Luigi Patronaggio, 62 anni, oggi Procuratore di Agrigento, impegnato in carriera nella lotta giudiziaria alla mafia e di recente salito ai vertici della cronaca per aver contestato all’allora ministro degli Interni Matteo Salvini l’accusa di sequestro di persona legata al blocco della nave Diciotti e per aver arrestato nel 2018 per resistenza e violenza nei confronti di una nave da guerra la capitana Carola Rakete, che al timone della Sea Watch-3 aveva forzato l’ingresso al porto di Lampedusa. Il nome di Patronaggio è stato proposto dalla commissione incarichi direttivi del Csm con 5 voti su 6. La parola passa ora al plenum dell’organo di autogoverno della magistratura, ma la nomina a questo punto è scontata. Patronaggio ha ricevuto i voti dei consiglieri Miccichè, Donati, Cascini, Marra e Ciambellini. Un voto, quello del consigliere Lanzi, è andato alla concorrente Lucia Musti, sostituto procuratore generale a Bologna. Patronaggio concorreva anche per la Procura generale di Palermo. Il nuovo procuratore generale, stando alle previsioni, dovrebbe prendere possesso della nuova sede al distretto sardo entro la fine dell’anno, colmando il vuoto aperto dal trasferimento di Francesca Nanni al massimo ufficio requirente di Milano.

Il battesimo professionale di Patronaggio avvenne a Trapani, nelle vesti di giudice istruttore al processo “Iside 2” contro la cosiddetta massomafia. Seguì fra gli altri lo storico processo Akragas, che mise alla luce vicende criminali di molti anni prima e che si concluse con la condanna di Giovanni Brusca a ventuno ergastoli. Passato alla Procura di Mistretta, il prossimo pg della Sardegna chiese da sostituto procuratore generale la condanna di Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. Indagò sulla posizione del generale Mario Mori per la mancata perquisizione del covo di Totò Riina, fino alle vicende più recenti legate alla migrazione. Patronaggio si è definito «l’amico dell’ultima ora di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino» affermando di aver imparato molto da loro. Un insegnamento che il magistrato sessantenne ha poi messo a frutto in numerose inchieste. (m.l)



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