Riforma della sanità in Consiglio: urla, accuse incrociate e lavori a rilento
C’è voluta tutta la mattina per approvare il primo dei quindici articoli della legge
Cagliari Urla, accuse incrociate, interventi a tappeto delle minoranze che hanno allungato i tempi di discussione della legge di riorganizzazione, o di riforma, della sanità sarda. Oggi in consiglio regionale è andato in scena il muro-contro-muro tra maggioranza e opposizione. Quattrocento gli emendamenti presentati all’aula, quattordici della giunta, gli altri, soprattutto ostruzionistici, della minoranza. Con questo ritmo di confronto impossibile prevedere i tempi di approvazione del testo.
Ogni passaggio, presentazione dell’emendamento e dichiarazione di voto, ha visto andare al microfono quasi tutti i consiglieri regionali di minoranza. La mattina è trascorsa nella discussione degli emendamenti soppressivi, parziali o totali, all’articolo 1. Gli articoli della legge sono 15. Nessun elemento nuovo è emerso dal dibattito.
I ragionamenti durati tutta la mattina si possono riassumere così nei primi minuti di confronto. «Siete sottoposti al diktat della presidente, che vi ha imposto come affrontare questo disegno di legge. E allora qua il tema è il ruolo del Consiglio: vuole discutere dei temi e affrontarli, oppure vuole svolgere il ruolo di passacarte di decisioni prese da altri che non conoscono nemmeno i problemi? Questo è il vero tema, lo dimostra quanto è successo in questi mesi in commissione».
Così Paolo Truzzu capogruppo FdI. «Scrivete che le aziende sanitarie appaiono incapaci di mantenere i livelli essenziali di assistenza e che la Sardegna è tra le ultime regioni in Italia – ha detto Alice Aroni, una delle più combattive e polemiche della mattinata su ogni elemento del testo – ma il ministero ha pubblicato i dati sui livelli essenziali di assistenza e queste affermazioni non sono vere. Ne sarete chiamati a rispondere in giudizio, come per le altre amenità che avete scritto nel disegno di legge».
La maggioranza non è intervenuta, a eccezione del capogruppo del Pd Roberto Deriu, che ha risposto piccato all’intervento iniziale della consigliera Udc Alice Aroni. «Gli ultimi dati di Agenas collocano la Sardegna in una posizione invidiabile, allora. Siamo un’isola felice, non ci sono problemi, dunque; allora visto che abbiamo i migliori manager del mondo – ha concluso con una evidente iperbole – li confermiamo a vita».
Il dibattito è andato avanti con un soliloquio, alla fine inutile e prolisso, della minoranza, che non ha aggiunto nulla alle forti e puntuali critiche emerse nelle audizioni in Commissione da parte dei consiglieri di minoranza. Semmai gli interventi si sono ripetuti sullo “sfidare” la giunta, presente con metà delegazione, guidata dall’assessore Bartolazzi, sui banchi a lei assegnati, e la maggioranza, a definire la legge, il suo titolo e il primo articolo come «atto per commissariare le Asl, perchè non c’è altro dentro a questo provvedimento».
La seduta si è conclusa poco dopo le 14, con l'approvazione dell'articolo 1, modificato dalla giunta con una riga che ha fatto cadere una decina di emendamenti dell'opposizione. Prima del voto finale sono stati bocciati sia a voto palese che elettronico, tutti gli alri emendamenti delle opposizioni. Si riprende martedì mattina, 4 marzo.