La Nuova Sardegna

Crisi idrica

Siccità, le piogge non bastano: nell’isola è ancora emergenza

di Claudio Zoccheddu
Siccità, le piogge non bastano: nell’isola è ancora emergenza

Estate a rischio: nelle dighe poco più della metà dell’acqua invasabile Allarme nel nord ovest, a disposizione solo 18 milioni di metri cubi

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Sassari La situazione resta complicata, nonostante le ultime piogge. Il sistema idrico dell’isola è ancora in affanno e le prospettive meteorologiche non sembrano confortanti. Il 31 marzo la percentuale complessiva degli invasi arrivava al 57,76 percento, tre punti percentuale in più di quanto raccontato nel bollettino di febbraio ma praticamente 10 in meno di quello che accadeva lo scorso anno a fine marzo. Tradotto in metri cubi attualmente le dighe dell’isola ne custodiscono 1 miliardo e 53 milioni, a fine febbraio erano 994,41 milioni ma l’anno scorso, a marzo, le dighe dell’isola invasavano 1 miliardo e 234,75 milioni di metri cubi d’acqua: 190 milioni in meno.

Nell’ultimo bollettino uno spazio è dedicato al monitoraggio della siccità, un fenomeno che la scorsa stagione ha flagellato l’area delle Baronie e quella della “bassa” Gallura, tra Budoni e San Teodoro, e quest’anno si è spostato nella Nurra, nel nord ovest. La conferma arriva anche dal termometro ufficiale della siccità che indica lo stato di allarme proprio nel sistema idrico del Nord Ovest, dove in tre invasi (Bidighinzu, Cuga e Temo) al 31 marzo erano invasati appena 18,52 milioni di metri cubi d’acqua a fronte di una capacità che sfiora i 109 milioni, e quello del Tirso-Flumendosa- Medio Flumendosa, con 244,40 milioni di metri cubi invasati.

Siccità Quello che fa impressione, ma che è anche piuttosto intuitivo, è il rapporto definito dall’indicatore di stato simulato, un sistema numerico che anticipata l’evoluzione della siccità, combinando dati reali con modelli previsionali e che, nella Nurra, segna 0.09. Ovvero, la poca acqua a disposizione ha le ore contate. E se non dovesse piovere, i bacini del sistema si asciugheranno completamente nel giro di pochissimo tempo. Allarme rosso anche per il sistema dell’Alto Cixerri, nel Sulcis, che riporta un preoccupante 0. 13, e nell’alto Flumendosa, dove l’indicatore è allo 0.14.

Le piogge Quello che lo scorso anno sembrava un sogno per il Consorzio di bonifica della Sardegna centrale, si è materializzato in poche settimane. Le piogge di inizio gennaio e quelle di febbraio hanno capovolto la situazione nelle dighe di Maccheronis e Pedra e Othoni (Cedrino). L’indice di riempimento del sistema “Posada Cedrino” è pari al 100 per cento. Lo scorso anno, prima che si interrompessero le piogge, era al 66.80 per cento. Allarme anche nel Sulcis, come annunciato dall’estrema difficoltà del sub sistema dell’Alto Cixerri, come confermato dalla situazione degli invasi che indica un indice di riempimento che sfiora il 31 percento.

Le previsioni Considerate le bizze del meteo, le previsioni a lungo termine sono sempre più complicate. Lo storico dell’isola, però, lascia pochi margini all’interpretazione, perlomeno per il breve periodo: «Il mese di aprile 2024 è stato un mese decisamente poco piovoso con precipitazioni scarse su tutta l’isola», si leggeva nel report dell’Arpas. Ovvero, meno di 50 millimetri in un mese con minimi inferiori a 20 millimetri in zone ristrette tra cui la costa orientale e del Sassarese. Per fare un confronto, a Gairo a gennaio in due giorni ne erano caduti 161 millimetri. Dunque, al netto di improbabili stravolgimenti meteo, la gestione delle risorse idriche dovrà essere perfetta per evitare che la siccità possa diventare un incubo.
 

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