Yacht affondato a Olbia, presentato il recupero milionario: verrà utilizzato lo stesso pontone della Concordia
Le operazioni prenderanno il via la prossima settimana, il costo dell’intervento è altissimo
Olbia Prenderanno il via a metà della prossima settimana le operazioni di recupero del relitto del maxi yacht Atina affondato nelle acque prospicienti la spiaggia delle Saline in seguito a un incendio divampato a poppa, lo scorso 10 agosto. Da allora il motor yacht battente bandiera Cook Island, di 47 metri, si trova adagiato su un fianco, in un fondale di 6-8 metri. L’intervento sarà eseguito dalla Resolve marine, leader a livello mondiale per questo tipo di operazioni. L’attività in programma è stata illustrata questa mattina 24 ottobre durante una conferenza stampa che si è svolta nei locali della Capitaneria di porto, dal direttore marittimo del Nord Sardegna, capitano di vascello Gianluca D’Agostino, e da Roberto Biggio, titolare dell’agenzia marittima Seabig, referente locale insieme all’agenzia marittima di Giovanni Fanciulli per le operazioni di recupero.
Per riportare in superficie il maxi yacht sarà utilizzato il pontone Conquest MB1, lo stesso utilizzato per il recupero del relitto della Concordia, una struttura galleggiante, lunga 136 metri, già arrivata nel golfo di Olbia e ormeggiata al porto industriale. L’Atina sarà prima raddrizzata e poi tirata su con la gru presente sul pontone, e lì adagiata. Il relitto sarà successivamente trasferito nella penisola per lo smaltimento. Una cinquantina complessivamente (compreso l’indotto), le persone che saranno coinvolte nell’operazione, completamente a carico dell’assicurazione dell’armatore. Il costo non è stato quantificato con precisione, ma si aggira intorno ad alcune decine di milioni di euro. (t.s.)