La Nuova Sardegna

Alghero

Dopo cinquecento anni ecco la piazza degli ebrei

di Andrea Massidda
Dopo cinquecento anni ecco la piazza degli ebrei

Al taglio del nastro sarà presente Naor Gilon, ambasciatore d’Israele in Italia Nello spazio recuperato si accederà attraverso la Porta a Mare chiusa dal 1728

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ALGHERO. Questo pomeriggio (proprio mentre migliaia di algheresi faranno ritorno da Cagliari, dove di mattina è in programma l’eccezionale visita di papa Francesco), qui in città si terrà una cerimonia di minor richiamo - è ovvio - ma che ha sempre a che fare con la religione ed è a tutti gli effetti di portata storica: dopo quasi 300 anni (per l’esattezza 285) verrà infatti riaperta la Porta a Mare, lo stesso varco che attraverso un tunnel creato sotto i bastioni collega direttamente il porto con una piazza ribatezzata della Juharia, in quell’area che prima del 1492 ospitò il quartiere ebraico. Al taglio del nastro, previsto per le 18, oltre al sindaco Stefano Lubrano parteciperanno l’ambasciatore d'Israele in Italia, Naor Gilon, e il suo predecessore Gideon Meir, attualmente direttore generale della diplomazia pubblica al ministero degli Esteri.

Il convegno. L’intitolazione del nuovo spazio pubblico fa parte della manifestazione “Settimana della Juharia”, che prevede diversi appuntamenti organizzati dall’amministrazione comunale e dalla Fondazione Meta, in collaborazione con l’associazione culturale Tholos e la partecipazione del Dipartimento di Archeologia medioevale dell'Università di Sassari, l'Unione delle comunità ebraiche italiane e l’associazione Saber i Sabor. Subito dopo l’inaugurazione, piazza della Juharia sarà la sede del convegno di studi “Los Jueus a l’Alguer”, sulla presenza dei giudei ad Alghero.

La Porta a Mare. L’apertura della Porta a Mare genererà un cambiamento nella conoscenza e nella vivibilità del centro storico. Questo passaggio, murato nel 1728 per motivi legati alla difesa della città, è il più antico collegamento verso il mare ed è quello dal quale si attese lo sbarco di Carlo V il 7 ottobre del 1541 durante la sua tappa algherese in direzione di Algeri. Secondo una leggenda molto diffusa, durante la sua brevissima permanenza nella Riviera, l’imperatore si affacciò dalle finestre dell’attuale Palazzo d'Albis e, rivolgendosi alla folla che gremiva piazza Civica, pronunciò la frase «todos caballeros», tutti cavalieri.

Il quartiere ebraico. Sino al finire della prima metà del XIV secolo l’area alla quale si accedeva in passato tramite la Porta a Mare ospitava il primo insediamento genovese e, successivamente all'arrivo dei catalano-aragonesi, il quartiere ebraico, che venne evacuato nel 1492 con il celebre editto dei sovrani cattolici Isabella e Ferdinando. Alghero è stata la colonia ebraica più importante della Sardegna. E gli ebrei che arrivarono dalla Catalogna tra il 1328 e il 1331 fondarono non l’insediamento numericamente più consistente, ma anche quello economicamente più potente dell'isola. Dopo la loro espulsione dai domini spagnoli non tutti gli ebrei scelsero la via dell'esilio. In città, la famiglia dei Carcassona, optò per la conversione al cristianesimo ed ebbe rapporti privilegiati con la corte aragonese.

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