La Nuova Sardegna

Olbia

Cucina tipica

Dieta gallurese per gli studenti di Olbia: in mensa arrivano panadas e risotto alla pulpedda

di Antonella Usai
Dieta gallurese per gli studenti di Olbia: in mensa arrivano panadas e risotto alla pulpedda

Il progetto promosso dal Comune

3 MINUTI DI LETTURA





Olbia Le mense scolastiche cittadine serviranno, fino al 9 aprile, due piatti tipici della tradizione sarda: le panadas e il riso “alla pulpedda”. Questa iniziativa è promossa dal Comune di Olbia e curata dalla coop Solaria che continua cosi il progetto di inclusione di piatti tipici del territorio nelle mense scolastiche. L’anno scorso, per esempio, ai bambini è stata servita la zuppa gallurese.

Il progetto è stato presentato ieri nella scuola primaria di via Nanni dall’assessora comunale all’Istruzione Sabrina Serra: «Ogni anno, il Comune dedica una giornata al prodotto tipico sardo all’interno del servizio mensa che è gestito dalla cooperativa Solaria. Quest’anno abbiamo voluto far conoscere e introdurre un’alternativa al fast food con un piatto unico che possa soddisfare le diverse esigenze alimentari dei bambini. Grazie alla versatilità delle panadas, la carne può essere sostituita con verdure o pesce, garantendo così un’offerta adatta a tutti, anche a chi ha esigenze alimentari particolari, intolleranze oppure allergie. I bambini possono quindi mangiare lo stesso piatto aiutando così anche l’inclusione. Oggi siamo in fase sperimentale e ci impegneremo a capire quale sarà l’indice di gradimento del prodotto per poterlo poi introdurre stabilmente nel menu settimanale di tutte le scuole».

Una delle aule della scuola di via Nanni è stata infatti un vero e proprio laboratorio per quattro bambini che hanno avuto la possibilità di realizzare i piccoli fagottini ripieni (le panadas) con la collaborazione di Laura Achenza, insieme alle sue figlie Martina e Valentina Meloni dell’azienda oschirese Sa Panada. «Faccio panadas da più di vent’anni – ha raccontato Laura Achenza –. A Oschiri ogni famiglia ha almeno un componente che le sa fare perché è una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. Io, per esempio, ho avuto come “maestra” mia nonna quando avevo cinque anni. La preparazione delle panadas inizia da una pasta realizzata con farina di grano duro, strutto e acqua, che viene poi farcita con un ripieno di carne di maiale condito con aglio, prezzemolo e sale. La cottura avviene poi in forno a 200 gradi per 30-40 minuti. La panada risulta quindi un piccolo fagottino di pasta ripiena e la sua caratteristica principale risiede proprio nel fatto che tutti gli ingredienti vengono messi in cottura a crudo e grazie al calore del forno tutti gli ingredienti si amalgamano regalando cosi un sapore unico tipico di questo piatto».

La biologa nutrizionista Domenica Obinu, della Asl Gallura, durante la presentazione ha spiegato: «La proposta di introdurre piatti del territorio è stata accolta con grande entusiasmo. Le nuove linee guida nazionali incoraggiano il consumo di piatti unici nelle scuole, e la panada è perfetta in questo contesto perché racchiude tutti gli elementi essenziali: i carboidrati della pasta, i grassi del condimento, le spezie e le proteine della carne».


 

Primo piano
Sanità

Bandi deserti, ambulatori vuoti non solo nei paesi: «La Asl fa scappare i medici»

di Luigi Soriga
Le nostre iniziative