Il nuovo libro di Marcello Fois: «Nuoro, microcosmo che contiene il mondo intero»
Lo scrittore nuorese parla del suo romanzo “Luce perfetta”. Nella saga della famiglia Chironi la storia di una città
Dall’ombra che immergeva la scrivania scaturì l’ostinata luminosità di un foglio bianco. Una luce perfetta. Che forse era un invito... Così prese una penna, e iniziò: Prima vengono i bisnonni: Michele Angelo Chironi e Mercede Lai. Rilesse al volo, ma già rettificò. Tracciò una linea sulla parola “bisnonni” e scrisse “capostipiti”. Prima vengono i capostipiti: Michele Angelo Chironi e Mercede Lai. Prima di loro... ». Chiude così, prima di approdare al... Nulla finale, il nuovo romanzo di Marcello Fois, “Luce perfetta” (Einaudi Supercoralli, 314 pagine, 20 euro), da appena qualche giorno in tutte le librerie d’Italia e già alla prima ristampa dopo sole 48 ore. Ieri a Nuoro la prima presentazione, la prima nazionale come ormai consuetudine per ogni nuovo libro di questo scrittore nuorese classe 1960 da anni trapiantato a Bologna.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:regione:1.11592181:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/regione/2015/06/10/news/la-saga-dei-chironi-un-lungo-viaggio-che-approda-al-nulla-1.11592181]]
«Lo faccio per scaramanzia – dice –. Ma anche perché Nuoro è il posto da cui il libro deve partire. Io sono partito da Nuoro ed è giusto che i miei romanzi partano da Nuoro».
Tant’è vero che lo scrittore, tradotto in inglese, francese, spagnolo, tedesco e altre lingue del mondo, non si muove di un millimetro finché non ha presentato i suoi lavori a Nuoro, nella sua Nuoro. L’altro ieri a Roma, per esempio, alla XIV edizione del Festival internazionale delle letterature, ha presentato sì un’autrice francese, Lydie Salvayre, ma non ha voluto dire una parola una sul suo nuovo romanzo, “Luce perfetta”, appunto.
Cos’è questa “luce perfetta”? Cosa rappresenta?
«È una specie di condizione della coscienza. Luce perfetta sono quei rarissimi momenti in cui abbiamo le idee perfettamente chiare, anche in prospettiva, è l’attimo che qualche volta ignoriamo e che invece, se avessimo ascoltato, tutto sarebbe andato per un altro verso. È il momento adatto, il momento perfetto, il momento delle scelte che potevamo fare e che non abbiamo fatto».
Dopo “Stirpe” (2009) e “Nel tempo di mezzo” (2012) arriva ora “Luce perfetta”. Tre romanzi per un serial corale sulle tracce della famiglia Chironi, di generazione in generazione. Quando è nato il progetto iniziale, aveva già le idee chiare su come sarebbe andata a finire tutta la vicenda?
«Sì, in effetti il progetto complessivo è nato prima dei tre singoli volumi. Se non hai un minimo di progetto chiaro in testa, non ce la fai, non puoi andare da nessuna parte. Avevo i punti chiave, i punti da attraversare, come pure i personaggi. E loro, i personaggi hanno fatto alcune cose che gli ho fatto fare io perché così li avevo concepiti, altre cose invece le hanno fatte loro senza chiedermi il permesso».
A proposito: qual è il suo metodo di lavoro, sempre che abbia un metodo?
«Scrivo quando sono pronto. Non faccio mai passi prima del tempo, prendo pochissimi appunti, piuttosto mi faccio un quadro generale, elaboro a lungo, molto a lungo. Poi quando sono pronto mi siedo e scrivo. Altrimenti scriverei a vuoto. Apparentemente sono ozioso, invece non è così: sono uno che elabora molto».
“Luce perfetta” chiude la trilogia dei Chironi o ci sarà anche una quarta puntata?
«Una possibile quarta puntata... me lo chiedono in tanti, ma per il momento è chiusa, però... magari tra una decina d’anni riprenderò in mano la storia del povero Luigi Ippolito, chissà, ho bisogno di un po’ di distacco... ».
I tre romanzi, comunque, potranno essere raccolti in un unico volume?
«Sì, c’è la possibilità, ci abbiamo pensato, ma ora è ancora troppo presto».
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:regione:1.5216559:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/regione/2012/06/07/news/gli-anni-in-cui-e-nato-il-cancro-che-divora-l-isola-1.5216559]]
La storia della famiglia Chironi potrà diventare un film?
«Ci sono lavori in corso, in Sardegna, sul secondo episodio, “Nel tempo di mezzo”... vediamo come andrà a finire».
Nuoro resta l’unico punto fermo. Ogni volta parte da Nuoro e torna a Nuoro. Nuoro è un microcosmo per raccontare l’universo...
«È così, Nuoro è un posto perfetto per raccontare le cose, per fare letteratura. Prima di me, del resto, l’hanno fatto scrittori grandissimi. Nuoro è un posto così pieno di contraddizioni assolute: così depressa ma anche entusiasta; così provinciale ma anche internazionale. Le vicende avvengono all’ennesima potenza. Arcaico e contemporaneo stanno insieme come non mai, la campagna e la città sono attaccate. Nuoro è un osservatorio comodo per una scrittore, e per me è una grande fortuna venire proprio da Nuoro».
Quando parla di scrittori grandissimi parla di Grazia Deledda, Sebastiano Satta e Salvatore Satta?
«Certo, parlo di loro. Anche se noi non siamo abbastanza fieri di questi nostri scrittori. E invece dovremmo esserlo».
La parola che chiude “Luce perfetta” è “Nulla”. Come il titolo di un’altra sua opera, edita dal Maestrale, 1997.
«“Nulla”, per quanto mi riguarda, è una parola chiave. Rappresenta quelle contraddizioni tipiche di Nuoro, tutto quel vuoto e tutto quel pieno contemporaneo, è il sale della letteratura. La letteratura può essere tutto, come un fiume, ma se trova un pertugio si riduce al niente. Nuoro e Nulla hanno la stessa targa. “Nulla” è una parola cabalistica».
La saga intergenerazionale dei Chironi parte dal 1889 per approdare al Terzo millennio. Come è cambiata Nuoro, in questo lungo periodo?
«Nuoro è cambiata esattamente come è cambiata questa nostra nazione. A noi sardi piace molto vantarci perché siamo differenti, ma di fatto siamo molto più uguali. Amministrattivamente, è stato Mussolini, nel 1927, l’anno dopo del Nobel alla Deledda, a fare di Nuoro una città, ma Nuoro non era una città, anche se noi nuoresi paesani non lo siamo stati mai. L’entusiasmo energetico del boom economico, poi, gli anni Sessanta e Settanta, anni di passaggio, l’Anonima sequestri. Negli anni Ottanta e Novanta ci siamo omologati al peggio, e abbiamo seminato i problemi che oggi sono evidenti a tutti».
Anche l’urbanistica è cambiata. E l’urbanistica è un altro dei protagonisti dei suoi romanzi, compreso questo nuovo “Luce perfetta”.
«L’urbanistica balza subito agli occhi. Esiste un rapporto diretto tra come è una città e come sono le persone che la abitano. Per quanto riguarda Nuoro, questo mi sembra un momento di sottile evoluzione. Siamo piuttosto migliorati, Nuoro è più bella, anche se molti nuoresi non saranno d’accordo con me... ma lo metto in conto: la condizione peculiare che abbiamo noi nuoresi è dire comunque no».
©RIPRODUZIONE RISERVATA