La Nuova Sardegna

Addio di Ryanair, ora è allarme occupazione ad Alghero e a Cagliari

Aerei Ryanair in un'immagine d'archivio
Aerei Ryanair in un'immagine d'archivio

Per i sindacati a rischio centinaia di posti di lavoro senza la compagnia low cost. Si spera che l’Europa consenta alla Regione di dare incentivi sulle rotte turistiche

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CAGLIARI. Il clima elettrico, da schianto imminente, continua a imperare sul caso Ryanair. La compagnia ha annunciato in modo sibillino di volere tagliare 22 rotte nell’isola. Cali del 50 per cento su Alghero e del 30 su Cagliari. Ryanair giustifica il suo gesto con una carenza di aerei da destinare agli scali sardi.

Ma tutti vedono in questa scelta una strategia di disimpegno dall’isola. La Regione da due anni non dà più un centesimo alla compagnia low cost, l’Ue lo vieta in nome del libero mercato, e il gigante dei voli a basso costo cerca aeroporti più convenienti. O forse cerca di mettere sul tavolo della trattativa tutto il suo peso.

Già, perché Ryanair è diventato una colonna dell’economia turistica dell’isola e del diritto alla mobilità dei sardi. Proprio per questo si chiede alla Regione di intervenire con l’Europa o di inventare uno strumento che legalizzi le sovvenzioni.

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Il sindacato. Ora arrivano anche i primi bilanci, da allarme rosso, su un presunto addio di Ryanair. «Sarebbe un disastro per l’economia dell’isola – dice il segretario della Filt Cgil Arnaldo Boeddu –. Solo all’interno delle società di gestione degli scali di Algero e Cagliari ci sarebbero contraccolpi sull’occupazione. A questo si devono aggiungere tutte le persone che vivono dell’indotto. Pensate solo agli autonoleggi o alle attività ricettive. Un disastro che deve essere scongiurato. Ma si deve pensare a una politica di respiro. Inutile pensare a semplici sovvenzioni. Quando è stata approvata la legge 10, nel 2010, sono stato l’unico a dire che poteva portarci guai. Oggi tutto è bloccato per colpa di quella legge sciagurata e della procedura di infrazione aperta dall’Ue. Da allora sostenevo, e oggi lo faccio in modo ancora più convinto che i tre aeroporti sardi devono lavorare sotto un’unica cabina di regia che eviti la duplicazione dei voli e gli sprechi».

La Regione. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana per ora è costretto ad attendere cosa l’Europa deciderà. Fino a quando l’Ue non dirà se le sovvenzioni alle low cost sono lecite la Regione non potrà fare nulla. Anche se un canale di dialogo resta aperto. Nel frattempo la società di gestione dello scalo di Alghero ha già fissato un incontro con i vertici di Ryanair a Dublino per cercare di capire quali siano i margini di trattativa.

I pessimisti. Ma per alcuni non esiste nessuna possibilità che per questa estate i voli cancellati possano essere ripristinati. Il danno per l’economia turistica sarebbe già irreversibile, almeno per l’estate 2016. (l.roj)

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