Una sarda tra le nuvole: «Un po’ pirata e un po’ gitana, scrivo su tutto quel che vedo»
Da Bangkok a Parigi, Lucia Cosseddu alterna soggiorni nell'isola con viaggi dall'altra parte del globo, per lo più nel sudest asiatico
Sassari «Volevo fare il pirata ma sono diventata gitana», recita la biografia del suo profilo Instagram. E in effetti il suo modo di raccontarsi in giro per il mondo ha la verve da storia di pirati, e fare la vagabonda è diventato il suo lavoro. In pochi la chiamano Lucia Cosseddu, tutti la conoscono come Una sarda tra le nuvole. «Cagliaritana doc», alterna soggiorni nell'isola con viaggi dall'altra parte del globo, per lo più nel sudest asiatico.
Viaggiare e insegnare marketing legato ai luoghi è diventata la sua attività principale. Anzi, raccontare i viaggi. Sì perché Lucia c'è da immaginarla con il camper seduta a scrivere sul proprio diario – quello cartaceo, certo, ma anche il blog online – e osservare il tramonto. L'estetica di Una sarda tra le nuvole è all'insegna del vintage, degli aspetti romantici di un viaggio di tanti chilometri lontano da casa. Infatti, dice, «preferisco i contenuti emozionali al dare semplicemente una serie di informazioni». Ha iniziato a condividere le avventure su Instagram nel 2017, racconta lei, content creator da circa 100mila follower: «Non avevo idea potesse diventare un mestiere. Lavoravo nella ristorazione e negli hotel, il mio obiettivo però era avere tempo per partire»: E un giorno riunisce il gruzzoletto dei risparmi e vola in Thailandia, «ricordo da un lato i grandi grattacieli e dall'altro le grandi baraccopoli, ho visto con i miei occhi le differenze sociali. Vedi gente che frigge il riso su un motorino al bordo della strada per mantenersi, rivaluti la tua posizione, capisci quanto sei fortunata».
L'impatto è così forte che la riporta a Bangkok più volte negli ultimi dieci anni. Nel frattempo va a vivere per in Australia, racconta le sue giornate trasformando lo schermo in un diario personale con l'ambizione «di lavorare come nomade digitale»: Quando decide di tentare il salto in alto: «sbam, arriva la pandemia». Ma diventa l'occasione per stare nell’isola e fare ricerca «della bellezza dei luoghi in Sardegna». Sono le prove generali per lei, che più che una travelblogger si sente una storyteller. Da casa sua, alza lo sguardo e vede l'Asia, senza troppi piani: «Aprivo il portale skyscanner e cercavo le mete meno costose».
Per un periodo Lucia prende e si trasferisce alle Canarie, all'insegna della vita lenta e connessa. Ora continua a muoversi dalla Sardegna, tra mete europee e asiatiche. «Bangkok posso dire che sia il mio posto preferito nel mondo, ma se la gioca con Parigi – spiega divertita –, rappresentano i due animi in contrasto». Un aspetto non da poco, comunque, è che si tratta di viaggi fatti da sola. «Paura? Sono abituata ad andarci contro, all'inizio avevo paura, certo, la primissima volta che presi l'aereo, non per andare dall'altra parte del mondo ma a Firenze, mi venne un attacco di panico in mezzo alla strada». Lucia cita la nonna materna Lia che le ha trasmesso lo spirito giusto per fare le cose: «La vera sfida è stare soli con sé stessi. Quando sono in aeroporto da sola, mi sento figa. Ma sono cose che impari provando, ci facciamo molti problemi anche ad andare al cinema da soli o a mangiare una pizza».
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