L’Unpli porta le maschere all’Expo 2025: Mamoiada e Ottana volano in Giappone
Il presidente delle Pro loco sarde Raffaele Sestu: «Intanto va avanti il “Censimento del patrimonio culturale immateriale”»
Nuoro Le maschere di Mamoiada e di Ottana portacolori dell’Italia tutta all’Expo 2025. Le immagini dei mamuthones e issohadores, da un lato, e dei boes e merdules, dall’altro, campeggiano infatti nei manifesti che annunciano i prossimi appuntamenti a Tokyo e Osaka, il 30 aprile e il 3 maggio, con le Pro loco dell’Unpli nazionale protagoniste in Giappone, in occasione della prossima esposizione universale, appunto. Proiettata in anteprima nei giorni scorsi nella Biblioteca Satta, nel corso di un incontro voluto dall’Unpli Sardegna, la schermata ha subito scatenato gli applausi, tra emozioni e orgoglio, sotto l’occhio vigile del regista factotum Raffaele Sestu, presidente regionale dell’Unione nazionale delle Pro loco d’Italia.
È l’Unpli, infatti, che porta le maschere sarde nel Sol levante, in prima fila nel doppio evento “Le maschere antropologiche italiane”, prima nella conferenza nell’ambasciata italiana a Tokyo, poi nel convegno sul patrimonio culturale italiano “Valore per i borghi” al padiglione Itala di Osaka, nella regione del Kansai. Eventi illustrati l’altro giorno a Nuoro nel corso della presentazione del progetto “Censimento del patrimonio culturale immateriale nei piccoli comuni” in mano all’Unpli. «Una mappatura completa, un lavoro lungo e certosino» ha sottolineato Sestu davanti agli esperti che affiancheranno le Pro loco in questa sfida, Bachisio Bandinu e Maria Antonietta Mongiu (in squadra ci sono anche Tonino Oppes e Piero Marras, assenti a Nuoro per imprevisti dell’ultima ora). A coordinare il dibattito, davanti a numerosi sindaci e amministratori del territorio e ai rappresentanti delle varie Pro loco, la giornalista di TeleSardegna Carlotta Lucato.
In bella mostra, per la gioia di tutti i presenti, alcuni figuranti dell’associazione culturale “Sos merdules bezzos” di Ottana e dei Mamuthones e Issohadores della Pro loco di Mamoiada. Già protagonisti, proprio con l’Unpli, del carnevale di Venezia, dove le maschere barbaricini hanno marcato un successo indelebile. Non a caso anche quest’anno l’Unpli ha voluto alla Serenissima le maschere sarde, stavolta i due gruppi di Neoneli, quello femminile de “Sas mascheras ‘e cuaddu” e quello maschile de “Sos corriolos”. Presenti in piazza San Marco tra i quattordici gruppi in rappresentanza di dodici Regioni italiane che hanno portato in scena il “Carnevale della tradizione”. L’appuntamento veneziano, poi, è stato seguito da un altro evento, qualche giorno dopo, che ha puntato i riflettori sull’isola grazie all’Unpli: la consegna a Roma, al Senato, del marchio “Sagra di qualità”. All’elenco di quelle già premiate in passato, da questo 2025 si aggiungono anche la “Sagra del vitello” di Triei, la “Sagra del carciofo” di Masainas e la “Sagra de su mustatzeddu” di Iglesias. Tasselli di una Sardegna, di un’Italia da scoprire: quella dei piccoli comuni che il censimento del patrimonio culturale immateriale vuole mettere in rilievo. Basti pensare che in tutto il Bel Paese sono 5.534 i comuni con meno di 5.000 abitanti, rappresentano il 70,04% del totale. In Sardegna il rapporto sfiora quasi l’84%: su un totale di 377 comuni, in fatti, sono 316 quelli che contano meno di 5.000 abitanti residenti.