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Dazi di Trump, ecco i settori più colpiti in Sardegna – Tutti i dati

Dazi di Trump, ecco i settori più colpiti in Sardegna – Tutti i dati

Non solo pecorino, ma anche vini, olio, barche e gommoni

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Sassari Vini, formaggi, pasta, ma anche gommoni e barche. I dazi di Trump colpiranno in modo durissimo anche le imprese dell’isola dell’agroalimentare. Anche se il volume dell’export sardo verso gli Usa non è paragonabile a quello delle superpotenze dell’agroalimentare, anche la quota sarda rischia di essere pesantemente colpita. Nel 2023, le esportazioni della Sardegna verso gli Stati Uniti hanno raggiunto un valore di 866,6 milioni di euro, in crescita del 345% rispetto al 2014. Nel 2024, nei primi nove mesi, le esportazioni della Sardegna verso gli Stati Uniti sono aumentate del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2023. Gli Usa sono uno dei primi 5 mercati di destinazione delle merci sarde.

Il mercato americano ha assorbito il 52% delle vendite dei prodotti agroalimentari sardi. E  la ancora scarsa diversificazione dei mercati di sbocco potrebbe penalizzare non poco le imprese sarde. 

Il valore totale delle esportazioni è salito a 5,4 miliardi di euro, con un incremento netto di oltre 460 milioni. Al netto delle esportazioni petrolifere, il progresso annuo raggiunge il +33%, evidenziando la solidità del comparto manifatturiero e agroalimentare.

Nel 2024 l’export sardo si è chiuso con una cifra vicina agli 8 miliardi. Ora il peso dei dazi potrebbe abbattersi sulla produzione isolana.

Prima dei dazi un chilo di pecorino sul mercato americano costava tra i 15 e i 13 dollari. Ora sul prezzo finale influirà non solo il dazio del 20 per cento sulla materia prima, ma anche l’incremento dei costi di trasporto e di distribuzione, anch’essi sottoposti alla tassazione. Per fare un parallelismo con il vicino Parmigiano Reggiano il costo passerà da 15 a 44 euro al chilo negli Stati Uniti. Con un conseguente peso sulle scelte dei consumatori.

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