La Nuova Sardegna

Il report Confartigianato

Sempre più imprenditori stranieri: chi sono e da dove arrivano i nuovi protagonisti dell’artigianato isolano

di Serena Lullia
Sempre più imprenditori stranieri: chi sono e da dove arrivano i nuovi protagonisti dell’artigianato isolano

Il 15% delle aziende in Sardegna ha titolari non italiani

4 MINUTI DI LETTURA





Sassari Hanno superato i 50 anni, spesso sfiorano i 70. Gli imprenditori stranieri che mettono radici nell’artigianato in Sardegna sono 1616. A Cagliari sulle aziende con titolare non italiano sventola la bandiera del Senegal. A Nuoro quella della Germania. Nella provincia di Sassari i colori della Romania. Nell’Oristanese del Marocco. L’edilizia è il settore in cui si dedicano maggiormente, seguito da abbigliamento e ristorazione. 

Le aziende stranieri sono il 15,2% del totale. Numeri che a livello nazionale sono piccini piccini. Nella classifica italiana per incidenza delle realtà estere, la Sardegna si piazza terz’ultima: prima la Valle d’Aosta con il 48,6%, seconda l’Emilia Romagna con il 47,8%. Ultima la Sicilia con il 10.9%, contro una media italiana del 32,7%.

L’analisi

I dati emergono dal dossier “Le imprese artigiane a conduzione straniera” realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna (fonte UnionCamere 2023-2024), che ha analizzato le aperture e le chiusure delle aziende da parte di artigiani nati fuori dai confini italiani che si occupano principalmente di edilizia (lavori specializzati e costruzioni edifici), confezionamento di articoli di abbigliamento, attività di servizi per edifici e paesaggio e di servizi alla persona. Il report dice anche come nell’Isola lavorino 26mila stranieri, il 4,7% sul totale degli occupati mentre i giovani apprendisti risultano essere 251.

«Un movimento in progressiva espansione, quello dell’imprenditoria immigrata che ha scelto l’artigianato - commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – inoltre la crescita delle imprese artigiane con titolari stranieri non si limita a un semplice aumento numerico, ma abbraccia una trasformazione profonda di settori chiave». 

I settori

Il settore con il maggiore numero di aziende straniere è quello delle costruzioni specializzate, con il 50,8% delle imprese. Seguono la costruzione di edifici e i servizi alla persona, entrambi con il 6,8%, le attività di servizi per edifici e paesaggio con il 5,9%, il confezionamento di abbigliamento con il 5,1%, le attività di ristorazione con il 4,0% e il trasporto di merci e persone con il 2,9%.

La distribuzione geografica

La provincia con il maggior numero di imprenditori stranieri è quella di Sassari-Gallura con 3.746, di cui 819 artigiani (il 21,9% delle attività gestite da chi è nato fuori dall’Italia). Segue Cagliari con 4.642, con 438 artigiane (il 9,4%), Nuoro con 1.625 di cui 286 artigiane (17,6%) e Oristano con 589 di cui 73 artigiane (il 12,4%).

La provenienza 

Imprenditori e imprenditrici provengono soprattutto da Senegal, Marocco, Germania, Cina e Romania. Nella provincia di Cagliari la maggior parte arrivano dal Senegal, in quella di Nuoro dalla Germania, in quella di Oristano dal Marocco e in quella di Sassari-Gallura dalla Romania.

L’identikit

Non troppo giovane, oltre i 50 anni, ma con un forte aumento degli over 70. I dati confermano questo trend. In particolare, sono gli imprenditori over 50 a trainare la crescita, con un incremento del 125,7% negli ultimi dieci anni, a cui si aggiunge un aumento ancora più marcato (+223,5%) tra gli over 70. «Valorizzare anche le realtà non italiane, quelle registrate presso le Camere di Commercio e che pagano le tasse come tutti i cittadini – sottolinea Daniele Serra, segretario regionale di Confartigianato Sardegna -  significa anche impegnarsi per far emergere quelle sacche d’illegalità che rischiano di penalizzare le tante attività estere che, onestamente e con passione, concorrono allo sviluppo del nostro sistema produttivo. E contrastare con forza l’illegalità e il lavoro nero, che alimenta il sommerso e la contraffazione, penalizzando le imprese regolari sarde e straniere

L’impresa come strumento di integrazione

Secondo il presidente Meloni «la via dell’impresa si conferma una delle modalità attraverso le quali gli stranieri giunti in Sardegna, possono integrarsi nel nostro sistema economico e sociale. Allora vale la pena di ricordare che, oltre alle politiche di accoglienza, devono essere messi in campo strumenti e politiche di integrazione. Per questo l’immigrazione va governata, non subita. Il lavoro è strumento di inclusione e servono programmi di formazione per accrescere le competenze dei lavoratori stranieri, tra questi il supporto all'avvio dell'attività imprenditoriale, dove le Associazioni di Categoria possono giocare un ruolo importante per chi vuole aprire una nuova impresa».

Primo piano
Istat

Sardegna, crollo demografico nel 2024: scomparso un paese grande come Macomer

Le nostre iniziative