Roberto Giacobbo
Roberto Giacobbo: «Nessuna terra è ricca di misteri come la Sardegna»
Alessandro Pirina
Il conduttore tv giovedì 12 agosto a Laconi dopo la paura per il Covid
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Nell’immaginario televisivo è l’uomo dei misteri. Da anni Roberto Giacobbo aiuta i telespettatori a risolvere i grandi enigmi della storia. Prima in Rai, adesso a Mediaset. Ora quelle stesse risposte il conduttore e divulgatore proverà a darle giovedì a Laconi, dove sarà tra gli ospiti delle Notti al Parco per presentare il suo ultimo libro, “Storie alternative del mondo”, edito da Mondadori: l’appuntamento è alle 18.30 al Parco Aymerich.
Giacobbo, ritorna in Sardegna dopo un anno difficile: 15 giorni in rianimazione a causa del Covid.
«Purtroppo l’ho preso tra i primi, le cure non erano ancora affinate. Stare due settimane in rianimazione non è stato per nulla piacevole».
Ha avuto paura?
«Non ho avuto il tempo. Ho corso un rischio molto forte, ma l’ho metabolizzato dopo».
Qual è il suo punto di vista sui vaccini e sul dibattito sul green pass?
«Solo quando ci passi ti rendi conto della situazione. E dunque se c’è qualcosa per proteggersi ben venga. Non ne faccio una questione ideologica o politica, la mia è semplicemente una scelta tecnica».
A Laconi presenterà il suo libro, “Storie alternative del mondo”. Può fare qualche anticipazione?
«Ho voluto fare una rilettura di alcuni episodi della storia estremamente curiosi che potrebbero essere andati in un’altra maniera. Solitamente la storia viene raccontata dai vincitori e poi viene riassunta senza tornare alle origini. Io mi sono permesso di farlo e sono venute fuori cose divertenti».
Qualche esempio?
«C’è sempre stata l’ipotesi che Atlantide fosse in Sardegna. Ma le ultime scoperte ci portano in Irlanda».
Quando pensa alla Sardegna qual è il mistero che più l’affascina?
«La Sardegna mi affascina come terra. Non ho origine sarde, ma l’ho scelta come una seconda casa. Sono stato accolto con una amicizia, una condivisione che mi sembra di essere sempre stato nell’isola. E poi è una terra ricca di storia, di eventi. La Sardegna fa sempre notizia. Nella prima stagione di “Freedom” ho fatto 70 servizi: 11 in Sardegna e 59 nel resto del mondo».
Nell’isola è andato anche a caccia dei giganti: qual è stato il verdetto?
«È venuto fuori che ci sono delle tracce che vale la pena approfondire. Quando parli di un mistero pretendere di risolverlo al cento per cento è velleitario. Devi raccontare perché è un mistero, devi spiegare la storia che lo accompagna. E talvolta può venire fuori qualche nuova scoperta».
Lei è stato per anni autore tv di trasmissioni per bambini, per famiglie e di cronaca: come è nata la passione per il mistero?
«Giovanni Minoli - siamo negli anni Novanta - mi chiese di fare l’autore per una trasmissione di Rai 2 condotta da Lorenza Foschini, che si chiamava appunto “Misteri”. Da lì ho cominciato e poi per caso sono diventato anche conduttore. Ero andato al Costanzo show per presentare un mio libro, dopo due giorni mi chiamò il direttore di Telemontecarlo per propormi un programma di archeologia e divulgazione. Io dissi: bene, ma chi lo conduce? E lui: “forse non ci siamo capiti, voglio che lo presenti tu. Mi piace come racconti le cose, la passione che ci metti. Il programma te lo scrivi e lo presenti”. Sono passati anni ma ancora mi definisco un autore prestato alla conduzione».
Non crede che in tempo di pandemia sarebbe stata utile una trasmissione di divulgazione scientifica?
«I programmi di divulgazione scientifica sono sempre servizio pubblico, qualsiasi rete li faccia. Più c’è informazione e meno si temono le cose. Purtroppo viviamo un periodo in cui ci sono mille fonti di cui moltissime incontrollate. Dunque, più programmi di divulgazione avrebbero solo portato solo più chiarezza».
Oggi lei affronta i misteri di un passato lontano: un giorno anche questa pandemia potrebbe essere raccontata come un grande mistero?
«Già le sue origini sono un grande mistero. Quando mi dicono che tutto è nato al mercato di Wuhan dove si mangiano i pipistrelli mi viene più di un dubbio. Anche perché il mercato esiste da decine di anni».
Dove la vedremo la prossima stagione televisiva?
«A fine novembre inizieremo a girare la nuova serie di “Freedom”, incentrata su ricerca e avventura, per essere pronti in primavera. A breve partirà un altro programma sempre su Italia 1 di cui sono autore, “Mistery Land”, condotto da Alvin e Aurora Ramazzotti, dove si parlerà di misteri allo stato puro».
Nei due programmi ci sarà spazio per la Sardegna?
«È troppo ricca di storia per essere ignorata».
Giacobbo, ritorna in Sardegna dopo un anno difficile: 15 giorni in rianimazione a causa del Covid.
«Purtroppo l’ho preso tra i primi, le cure non erano ancora affinate. Stare due settimane in rianimazione non è stato per nulla piacevole».
Ha avuto paura?
«Non ho avuto il tempo. Ho corso un rischio molto forte, ma l’ho metabolizzato dopo».
Qual è il suo punto di vista sui vaccini e sul dibattito sul green pass?
«Solo quando ci passi ti rendi conto della situazione. E dunque se c’è qualcosa per proteggersi ben venga. Non ne faccio una questione ideologica o politica, la mia è semplicemente una scelta tecnica».
A Laconi presenterà il suo libro, “Storie alternative del mondo”. Può fare qualche anticipazione?
«Ho voluto fare una rilettura di alcuni episodi della storia estremamente curiosi che potrebbero essere andati in un’altra maniera. Solitamente la storia viene raccontata dai vincitori e poi viene riassunta senza tornare alle origini. Io mi sono permesso di farlo e sono venute fuori cose divertenti».
Qualche esempio?
«C’è sempre stata l’ipotesi che Atlantide fosse in Sardegna. Ma le ultime scoperte ci portano in Irlanda».
Quando pensa alla Sardegna qual è il mistero che più l’affascina?
«La Sardegna mi affascina come terra. Non ho origine sarde, ma l’ho scelta come una seconda casa. Sono stato accolto con una amicizia, una condivisione che mi sembra di essere sempre stato nell’isola. E poi è una terra ricca di storia, di eventi. La Sardegna fa sempre notizia. Nella prima stagione di “Freedom” ho fatto 70 servizi: 11 in Sardegna e 59 nel resto del mondo».
Nell’isola è andato anche a caccia dei giganti: qual è stato il verdetto?
«È venuto fuori che ci sono delle tracce che vale la pena approfondire. Quando parli di un mistero pretendere di risolverlo al cento per cento è velleitario. Devi raccontare perché è un mistero, devi spiegare la storia che lo accompagna. E talvolta può venire fuori qualche nuova scoperta».
Lei è stato per anni autore tv di trasmissioni per bambini, per famiglie e di cronaca: come è nata la passione per il mistero?
«Giovanni Minoli - siamo negli anni Novanta - mi chiese di fare l’autore per una trasmissione di Rai 2 condotta da Lorenza Foschini, che si chiamava appunto “Misteri”. Da lì ho cominciato e poi per caso sono diventato anche conduttore. Ero andato al Costanzo show per presentare un mio libro, dopo due giorni mi chiamò il direttore di Telemontecarlo per propormi un programma di archeologia e divulgazione. Io dissi: bene, ma chi lo conduce? E lui: “forse non ci siamo capiti, voglio che lo presenti tu. Mi piace come racconti le cose, la passione che ci metti. Il programma te lo scrivi e lo presenti”. Sono passati anni ma ancora mi definisco un autore prestato alla conduzione».
Non crede che in tempo di pandemia sarebbe stata utile una trasmissione di divulgazione scientifica?
«I programmi di divulgazione scientifica sono sempre servizio pubblico, qualsiasi rete li faccia. Più c’è informazione e meno si temono le cose. Purtroppo viviamo un periodo in cui ci sono mille fonti di cui moltissime incontrollate. Dunque, più programmi di divulgazione avrebbero solo portato solo più chiarezza».
Oggi lei affronta i misteri di un passato lontano: un giorno anche questa pandemia potrebbe essere raccontata come un grande mistero?
«Già le sue origini sono un grande mistero. Quando mi dicono che tutto è nato al mercato di Wuhan dove si mangiano i pipistrelli mi viene più di un dubbio. Anche perché il mercato esiste da decine di anni».
Dove la vedremo la prossima stagione televisiva?
«A fine novembre inizieremo a girare la nuova serie di “Freedom”, incentrata su ricerca e avventura, per essere pronti in primavera. A breve partirà un altro programma sempre su Italia 1 di cui sono autore, “Mistery Land”, condotto da Alvin e Aurora Ramazzotti, dove si parlerà di misteri allo stato puro».
Nei due programmi ci sarà spazio per la Sardegna?
«È troppo ricca di storia per essere ignorata».