La Nuova Sardegna

Olbia

La storia

Dal pozzo sacro ai forni della calce: in migliaia a Golfo Aranci insieme al Fai


	Il pozzo sacro Milis
Il pozzo sacro Milis

Successo per le Giornate di Primavera organizzate a Capo Figari

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Golfo Aranci La storia si scopre in un posto da favola. È di fronte a uno dei mari più belli della Gallura che più di mille persone si sono tuffate nel passato di Golfo Aranci. Dal pozzo sacro di età nuragica fino ai forni della calce della famiglia Tamponi, passando per i binari del treno e in particolare per una stazione ferroviaria che conserva non poche curiosità. Le Giornate Fai di Primavera, organizzate per la prima volta a Golfo Aranci, sono state un vero successo. Merito del fascino dei luoghi ma anche della mole di storie e informazioni – per molti sconosciute – che il paese porta con sé e che, adesso, punta anche a valorizzare.

A organizzare le giornate, lo scorso weekend, è stato il gruppo Fai di Olbia-Tempio, coordinato da Vanni Bionda e Giusi Balata, con la collaborazione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Fasolino. I soci del Fai hanno deciso di non puntare soltanto su un sito, ma su tre. E questo anche con l’obiettivo di raccontare un luogo: Capo Figari con i suoi tremila anni di storia. Sono stati coinvolti nel progetto gli studenti dei licei Gramsci, Mossa e De André di Olbia e la sezione turistica dell’alberghiero di Budoni. A guidare i visitatori sono stati in particolare l’archeologa Paola Mancini, l’ex ferroviere e grande conoscitore della storia locale Mario Spanu Babay, Mario Puggioni, ex capostazione di Golfo Aranci anche lui in pensione, e il naturalista Egidio Trainito.

Fondamentale la collaborazione della famiglia Tamponi di Olbia, proprietaria di buona parte dei terreni di Capo Figari e quindi anche di quello che rappresenta un vero e proprio sito di archeologia industriale: i forni della calce nel paradiso naturale di Cala Moresca. Una famiglia, quella dei Tamponi, che non solo ha aperto le porte dei suoi terreni ma ha anche permesso che tutto ciò avvenisse nella migliore delle condizioni.

Tutti i siti sono stati particolarmente apprezzati. A cominciare dal pozzo sacro Milis, l’unico ad affacciarsi sul mare, di recente finito al centro di un progetto di restauro e di valorizzazione promosso dal Comune. A permettere l’accesso, attraverso il suo terreno, è stato Salvatore Solinas. Stesso anche per gli altri due siti: i forni della calce, attivi tra Ottocento e Novecento, e la stazione ferroviaria golfarancina risalente al 1883.

Giovedì 20 marzo, invece, nell’aula consiliare del municipio si è tenuto un incontro dedicato in particolare al pozzo Milis. Sono intervenuti il sindaco Giuseppe Fasolino, Vanni Bionda e Giusi Balata del Fai, Isabella Fera, soprintendente Sabap, l’archeologo e insegnante Marco Agostino Amucano, Matteo Maria Pipia, funzionario Sebap, l’architetto Leo Orgiu, l’ingegnera Mariateresa Solinas, gli archeologi Paolo Marcialis e Alessandro Porqueddu, la restauratrice Giuliana Fenu, Gianluigi Marras, funzionario Sebap, Alessandra Carrieri, funzionaria restauratrice, e l’archeologa Paola Mancini. A moderare l’incontro la presidente del consiglio comunale Alessandra Feola. (d.b.)

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