La Nuova Sardegna

Olbia

Rischio alluvione

Olbia, le ruspe arrivano a Pittulongu: demolito un altro ponte-tappo

di Dario Budroni
Olbia, le ruspe arrivano a Pittulongu: demolito un altro ponte-tappo

Il cantiere del Comune lungo il rio Abba Ruja. Al posto dell’opera una passerella pedonale

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Olbia Le ruspe sono comparse alcuni giorni fa. Addio al vecchio ponte che ostruiva il corso di un rigagnolo capace di trasformarsi in un fiume impazzito. Nella frazione di Pittulongu, alle spalle della spiaggia dello Squalo, il Comune ha buttato giù un’altra delle troppe opere incongrue ancora oggi sparse per il territorio olbiese. Un ponte talmente piccolo e stretto che più volte ha funzionato da diga: un tappo di asfalto e di cemento che ha così causato l’allagamento delle ville vicine, con danni di un certo rilievo e alcune famiglie che hanno dovuto fare i conti con la potenza del fango. I lavori sono in corso lungo via Libeccio, quasi all’incrocio con via dei Monsoni, e il cantiere porta con sé alcune novità anche dal punto di vista della viabilità. Il ponte, per esempio, non sarà ricostruito. Via Libeccio, da questo lato, diventerà insomma una strada chiusa. Sarà però costruito un piccolo ponte pedonale in legno, come accadrà nella molto più centrale via Galvani, a Olbia.

Pittulongu. È dal 18 novembre del 2013 che Olbia vive con l’incubo dell’alluvione. A Pittulongu, invece, per alcune famiglie la paura ha origini ancora più lontane. Ci sono ville finite sott’acqua anche più di venti anni fa, con i piani soprattutto seminterrati invasi dal fango fino al soffitto. Danni e tragedie sfiorate registrati a Pittulongu anche il 17 novembre sempre del 2013, la vigilia del grande disastro di Olbia. Uno dei fiumiciattoli più pericolosi è sicuramente il rio Abba Ruja, cioè quello che passava sotto l’asfalto di via Libeccio. Così il Comune, già da tempo, ha deciso la demolizione del ponticello. Ma non solo. Il fiumiciattolo, che vive il grosso dei mesi praticamente all’asciutto, avrà un letto ben più largo rispetto al passato. Per questo le ruspe inviate dal Comune si stanno muovendo anche all’interno dei giardini delle ville, con l’obiettivo di portare il letto a una larghezza di circa quattro metri. Nel cartello appeso alle recinzioni del cantiere c’è scritto che l’intervento di sistemazione idraulica ha lo scopo di adeguare la sezione del rio Abba Ruja, nell’ambito di un finanziamento regionale per la realizzazione di interventi di protezione civile. Sul posto l’impresa Tecnica costruzioni di Tortolì, per un contratto di quasi 400mila euro. Una operazione che, naturalmente, rientra all’interno di quello che sarà il maxi piano di mitigazione del rischio idrogeologico che dovrà mettere al sicuro l’intera città. I lavori proseguiranno almeno per altri due mesi. L’ordinanza della polizia locale, che modifica la viabilità durante il cantiere, sarà valida fino al 27 maggio.

I precedenti. Sono diversi i ponti abbattuti dal 2013 a oggi. Ci sono per esempio quelli di via Vittorio Veneto, all’altezza del quartiere di Isticcadeddu, e quello di via Galvani, sostituito da una nuova e più sicura opera realizzata tra le vie Figoni e via Veronese. E poi ancora una rampa della sopraelevata alle spalle dello stadio Bruno Nespoli e anche il ponte tombato tra le vie Gadduresu e Vittorio Veneto, più una serie di ponticelli sparsi per l’agro. In futuro saranno demoliti e ricostruiti tanti altri ponti considerati particolarmente pericolosi, dall’ex ponte di ferro fino a quelli delle ferrovie, per esempio nella zona di via D’Annunzio.

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