La Nuova Sardegna

Trasporti aerei

Ryanair alla Regione: «Porteremo due milioni di passeggeri in più e 900 posti di lavoro. Ma dovete tagliare le tasse»

di Andrea Massidda
Ryanair alla Regione: «Porteremo due milioni di passeggeri in più e 900 posti di lavoro. Ma dovete tagliare le tasse»

Parla il direttore commerciale della compagnia Jason McGuinness:«Vogliamo puntare sull’isola, ma così costa troppo»

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Cagliari Se la Regione non sospenderà la tassa sui trasporti aerei chiamata “addizionale municipale”, già dal prossimo autunno Ryanair ridurrà notevolmente i collegamenti con la Sardegna. E a subire il contraccolpo più doloroso di questa mossa potrebbe essere l’aeroporto di Alghero, che rischia seriamente di vedersi tagliare dal vettore low cost addirittura tutti i voli. A dirlo senza troppi giri di parole è Jason McGuinness, direttore commerciale della compagnia irlandese, ieri mattina a Cagliari per presentare il piano operativo della Summer Season 2025, al via dalla fine di marzo. Un programma che, una volta tanto, per i tre scali isolani non prevede nuove destinazioni o crescita di investimenti. La prima avvisaglia di ciò che potrebbe accadere in modo più massiccio dopo l’estate.


Quasi a sottolineare che per Ryanair l’eventuale ridimensionamento dei voli non sarebbe una ritorsione, ma soltanto un’esigenza dovuta alla crisi prevista, il manager irlandese prova a spiegare perché eliminare l’addizionale municipale sarebbe un provvedimento vantaggioso per tutti. Lo fa al ritorno da una passeggiata al sole nella zona tra la basilica di San Saturnino, la chiesa più antica di Cagliari e il cimitero monumentale di Bonaria. «Per chi come me arriva dal freddo e la pioggia di Londra – dice – una giornata così a febbraio è semplicemente straordinaria. Mancano soltanto i turisti. Peccato».

Mister McGuinness, iniziamo dalla Summer Season. Che cosa offre Ryanair alla Sardegna?

«Il nostro operativo estivo per l’isola ci vedrà impegnati con 71 rotte (40 su Cagliari, 21 su Alghero e 10 su Olbia) e tre aeromobili basati. Il che corrisponde a un investimento di 300 milioni di dollari. Anche se garantiremo sempre i 3.300 posti di lavoro locali e prevediamo il transito di 4,4 milioni di passeggeri in un anno, si tratta comunque di conferme, nulla di più. Purtroppo non possiamo annunciare grandi notizie di crescita come in passato. Il problema è noto: l’addizionale comunale, una tassa che penalizza i passeggeri, non porta alcun beneficio alla Sardegna, ma anzi ha un impatto negativo sul turismo locale, sull’occupazione e sull’accesso a tariffe basse per i residenti che viaggiano verso destinazioni italiane ed europee».

Come cambierebbero i piani della compagnia se la Regione decidesse di sospendere la tassa?

«Beh, questo ci consentirebbe di realizzare nei prossimi cinque anni programmi ambiziosi per la «Sardegna. Parlo di oltre 2 milioni di passeggeri in più all’anno, cioè il 50 per cento di crescita, ma anche di far volare da e per l’isola quattro nuovi aeromobili B737, che equivale a un investimento di 400 milioni di dollari. E poi potremmo aprire una nuova base nel Nord della Sardegna creando oltre 900 nuovi posti di lavoro locali e lanciando nuove rotte nazionali e internazionali verso mercati come Germania, Francia, Regno Unito e Paesi nordici. In Europa siamo l’unico vettore in Europa che sta crescendo, ma investiremo soltanto dove ci sono costi bassi. E, nostro malgrado, se in Sardegna non cambiano le cose saremo costretti a ridurre i voli su Cagliari e Alghero, dove potremmo anche eliminarli tutti. Il tempo delle chiacchiere è finito, ora dalla Regione ci aspettiamo risposte concrete nella speranza che gli amministratori dell’isola facciano ciò che hanno già fatto regioni come il Friuli-Venezia Giulia, l’Abruzzo e la Calabria».

Ma in quelle regioni gli introiti a cui si rinuncia sono di gran lunga inferiori ai 34 milioni di euro che perderebbe la Sardegna.

«La tassa equivale a 34 milioni ma, come abbiamo spiegato anche agli assessori regionali sardi, il nostro investimento si tradurrebbe in un aumento enorme del turismo, della spesa dei turisti e quindi in una crescita delle attività economiche. Alla fine la Regione non solo ripianerebbe le perdite, ma ci guadagnerebbe anche molto di più. La tassa municipale l’ha tolta anche la Svezia, che l’aveva introdotta per prima».

Cambiamo discorso. Ryanair sarebbe disposta a partecipare al bando della Continuità territoriale ?

«No».

Nemmeno se avesse la garanzia di un libero mercato sulle rotte della Continuità territoriale 2 riservata alle destinazioni italiane oltre Roma e Milano?

«No. Bisogna fare cose più semplici, come abolire la tassa. E poi la Continuità territoriale non sta funzionando come dovrebbe, io davvero non capisco per che cosa stanno pagando i cittadini sardi».

Siete disponibili a fare lo sconto diretto del biglietto ai residenti che viaggiano su destinazioni escluse dalla Continuità territoriale e che ora sono sottoposti al farraginoso rimborso degli “aiuti sociali”?

«Per noi l’unico modo per ridurre le tariffe è quello di avere più voli. Tutto quello che si fa in termini di sussidi non funziona. Ripeto: non vediamo l'ora di crescere in Sardegna, aggiungendo capacità, nuovi aeromobili e tariffe più basse, ma questo dipende dalle autorità locali e dalle giuste decisioni per il futuro dell'economia e della connettività dell’isola. Calabria, Abruzzo e Friuli-Venezia Giulia stanno registrando una crescita significativa dopo l’abolizione dell’addizionale municipale, mentre la Sardegna sta perdendo milioni di passeggeri aggiuntivi e nuovi investimenti. È tempo che l’amministrazione regionale agisca per sbloccare tutto il potenziale dell'isola».

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