La Nuova Sardegna

Sassari

Il progetto

Corsa alle terre rare e ai metalli preziosi, cacciatori di tesori puntano sulla provincia di Sassari

di Mario Bonu
Corsa alle terre rare e ai metalli preziosi, cacciatori di tesori puntano sulla provincia di Sassari

Una società sara ha chiesto di poter cercare piombo, zinco, rame, nichel, cobalto, stagno, antimonio, oro, argento, zirconio, titanio nella zona di Osilo

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Osilo Nuovo tentativo, a quattro anni di distanza dalla prima domanda del 2021, e dopo una reiterazione con ampliamento nel 2022, di richiesta di un’autorizzazione per ricerche minerarie nel territorio di Osilo. Nei primi due casi a firmare l’istanza era stato il geologo Francesco Manca, mentre questa volta la domanda è presentata dalla società “Valmisa srl”, il cui presidente e legale rappresentante è però sempre Francesco Manca. Il nome del progetto presentato all’assessorato all’Industria della Regione è sempre lo stesso, “Sa Pedra Bianca”.

La domanda è stata protocollata dalla Ras il 27 settembre del 2024, mentre al protocollo del Comune di Osilo è arrivata il 20 febbraio. La superficie interessata, questa volta, è di 3.135 ettari, e comprende, oltre a larga parte del territorio di Osilo, una porzione di quelli di Ploaghe e Cargeghe. La richiesta del 2021 riguardava invece una superficie di 1.200 ettari, poi estesa, con l’integrazione del 2022, a 3008 ettari, allora tutti in territorio di Osilo.

La zona interessata è racchiusa in una sorta di trapezio che si estende a sud sud-est di Osilo, con il vertice “A” sulla statale 127 per Sassari, in zona “Bevegalza”. Dopo un “B” in zona “Orolacche”, poco sotto il paese, una lunga retta collega al vertice “C”, che si trova a “Punta de Ferranda”, adiacente alla strada per Nulvi. Il lato corto arriva poi al punto “D”, in territorio di Ploaghe, e da lì parte il nuovo lato lungo che passa per “E”, “F” e “G”, e dopo aver toccato una piccola parte del territorio di Cargeghe, torna in quello di Osilo risalendo a destra del lago di Bunnari, per chiudersi di nuovo al vertice “A”. I minerali che la società intenderebbe ricercare sono piombo, zinco, rame, nichel, cobalto, stagno, antimonio, oro, argento, zirconio, titanio, terre rare. Nella richiesta di verifica di assoggettabilità a “Via” (Verifica di impatto ambientale) presentata al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, fra i minerali da ricercare compaiono anche il quarzo e il feldspato. L’istanza al Ministero è stata presentata il 24 gennaio scorso e il 17 febbraio è stato chiesto ai richiedenti il perfezionamento della documentazione.

Sulla richiesta originaria del 2021, si erano allora espressi l’assessorato degli Enti locali della Regione e la direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio della Soprintendenza, evidenziando i numerosi vincoli che gravano sull’area indicata per la ricerca. A iniziare da quello imposto dal decreto ministeriale 13 febbraio 1968, che stabilisce che “l’intero territorio di Osilo ha notevole interesse pubblico ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497”. L’assessorato agli Enti locali ricordava inoltre, i vincoli sui territori contermini ai laghi, per una fascia di 300 metri, quelli a fiumi, torrenti, corsi d'acqua, per 150 metri, i territori coperti da foreste e da boschi, mentre la Soprintendenza evidenziava le zone di interesse, indicando nel dettaglio tutto quanto compreso nell’area oggetto della ricerca. Nel frattempo è intervenuta la legge 115/2024, sulle “materie prime critiche di interesse strategico”, che accelera le procedure sulla materia. La legge è stata però impugnata dalla Regione davanti alla Corte costituzionale, in quanto «il Governo dispone una disciplina lesiva non solo del nostro Statuto e delle nostre competenze esclusive, ma mina la possibilità per noi sardi di tutelare ambiente e paesaggio».

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