La Nuova Sardegna

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Buon gusto – Speciale liquori e distillati

Myrsine Liquori, ricette tramandate di madre in figlio

di Michela Cuccu
Myrsine Liquori, ricette tramandate di madre in figlio

Giovanni Agus ha fondato a Dolianova la più piccola distilleria isolana. Una produzione che comprende anche classici come il limoncino o a base mela verde o melone, creme di mirto e fragola fino a su filu’e ferru bianco oppure l’ambrato o ancora “Su gin”

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All’inizio era un minuscolo laboratorio di appena 36 metri quadri, alla periferia di Dolianova, paese adagiato su una distesa di oliveti e vigneti a 20 chilometri da Cagliari, protetto a oriente dal maestoso Serpeddì e dalle montagne del Gerrei. È qui che nel 2003 Giovanni Agus, inizia la sua avventura che si rivelerà vincente: produrre liquori con materie prime locali. Come un omaggio alla cultura classica e ai profumi della sua terra, sceglie di chiamare Myrsine, la giovine bella come una dea che la leggenda vuole si trasformasse in un cespuglio di mirto, la sua azienda, che ancora oggi è la più piccola distilleria isolana. Non a caso il primo liquore che Giovanni realizza è il mirto, il “suo” mirto e non solo perché, oggi come allora, nasce dall’infusione delle bacche mature raccolte nella zona, ma soprattutto perché per preparare quello che è diventato il prodotto bandiera dell’azienda, Giovanni utilizzò la ricetta di sua madre. Giovanni ha 50 anni e appartiene a quella generazione che ha fatto in tempo ad assistere alla preparazione casalinga di quelle provviste, ad esempio passate di pomodoro, conserve e appunto, i liquori, oggi facilmente reperibili sugli scaffali di ogni supermercato. Racconta Giovanni: «Mi è sempre piaciuto osservare mia madre preparare in casa ciò che altri dovevano invece acquistare. Da lei ho imparato la meticolosità nello scegliere le materie prime, nel seguire i procedimenti di preparazione ma anche il saper aspettare l’invecchiamento di un liquore». Quel mirto, così casalingo, ha riscosso subito il meritato successo. Oggi, Giovanni Agus e il socio Cosimo Mameli, mandano avanti un’azienda da 70 mila bottiglie con una gamma vasta di prodotti. Mirto rosso ma anche il prezioso e raro mirto bianco «raro perché le bacche bianche rappresentano appena il quattro per cento dell’intera produzione isolana», spiega Cosimo. Liquori classici come il limoncino (che Myrsine propone con una gradazione alcolica leggermente superiore allo standard) o a base di frutta, come mela verde o melone; creme di mirto e fragola si affiancano ai distillati più classici: filu’e ferru bianco oppure l’ambrato, fatto invecchiare in botti di rovere. C’è anche il gin, anzi “Su Gin”, battezzato così perché all’aroma delle bacche di ginepro, rigorosamente raccolte in Sardegna, si aggiungono altre essenze, tra cui, il sardissimo elicriso. «Anche il liquore Liquirizia prepariamo con prodotti locali – dice ancora Giovanni – le radici, infatti, arrivano da Villacidro». La volontà di ampliare la gamma dei prodotti e la curiosità di cimentarsi in nuove ricette, ha portato Giovanni e Cosimo ad elaborare ben tre amari: Doliense il primo nato di una fortunata gamma che si completa con “Amaro Amaro” e, l’ultimo nato “Erbanio”, ispirato alle antiche ricette dei monaci, solo da infusione di erbe e senza zucchero. Tradizione con un occhio verso l’innovazione e soprattutto, l’attenzione ai gusti dei consumatori, hanno portato a realizzare anche un liquore allo zenzero e persino un bitter. Prodotti nati anche per soddisfare il rito dell’aperitivo che in questi anni vive un momento di notevole successo. «Bitter e Su Gin, ma anche l’amaro Doliense che in realtà è stata la nostra prima proposta cocktail, oggi sono molto richiesti anche per preparare originali spritz con sentori isolani», spiegano i titolari della distilleria che in questi anni ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti. internazionali. «E dire – conclude Giovanni Agus – che all’inizio pensavo di essermi imbarcato in un’impresa impossibile: entrare in un mercato quasi esclusivamente di marchi affermati e multinazionali che mi avrebbero annientato. Non è successo. E Myrsine è cresciuta»

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