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Economia

Stop caro prezzi del latte: 3A di Arborea cerca l’accordo con la grande distribuzione

di Michela Cuccu
Stop caro prezzi del latte: 3A di Arborea cerca l’accordo con la grande distribuzione

L’obiettivo della cooperativa è trovare una intesa per evitare eccessivi aumenti dei prodotti del settore lattiero caseario

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Arborea Un’ipotesi di accordo da predisporre con la grande distribuzione per calmierare i prezzi del latte: è una delle strategie messe in campo dalla 3A di Arborea per rendere i prodotti di prima necessità ancora accessibili a tutte le fasce di consumatori. Dopo i rincari di gas con il prezzo salito del 27 per cento, dell’energia elettricità che registra un +28 per cento e dei trasporti marittimi cresciuti del 20 per cento e di fronte all’aumento del 20 per cento dei costi logistici determinati dall’entrata in vigore della direttiva europea Ets per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nei settori industriali a maggior impatto sui cambiamenti climatici, la cooperativa ha deciso di avviare un dialogo con le principali insegne della grande distribuzione organizzata per arrivare a un adeguamento dei prezzi finali dei prodotti in distribuzione, dopo aver attenuato nel 2024 gli effetti inflattivi assorbendo diversi costi senza trasferirli al consumatore.

La 3A non è il primo operatore nazionale di mercato a sollevare il tema. All’ inizio 2025 si è inoltre assistito a una tendenza di crescita del prezzo del latte in Italia e in Europa. Remigio Sequi, presidente e ad della cooperativa Latte Arborea, illustra le strategie messe in campo. Il primo commento è sull’aumento del prezzo del latte: «In virtù del nostro scopo sociale non possiamo che accogliere con favore tale tendenza che, dopo anni di pesante sottovalutazione commerciale, rappresenta il corretto riconoscimento al lavoro e agli investimenti già effettuati e futuri degli allevatori in termini di qualità, tecnologia e benessere animale». Quindi aggiunge: «Per tutto il 2024, la Cooperativa ha responsabilmente attenuato gli effetti dell’inflazione assorbendo diversi costi, senza trasferirli al consumatore e ha investito parallelamente in innovazione per efficientare la produzione e presentare al mercato referenze in linea con i trend salutistici del momento».

L’ultimo intervento in questo senso è rappresentato dall’investimento da 30 milioni di euro per rafforzare la capacità produttiva con nuove linee uht ed esl e per automatizzare il magazzino dello stabilimento di Arborea, con l’obiettivo di sostenere l’aumento dei volumi dei prodotti lattieri Arborea e Girau distribuiti sul mercato nazionale. «In un contesto di rialzo del prezzo del latte, ma con l’inasprirsi dei costi energetici e delle tariffe per il trasporto marittimo, avvieremo un dialogo costruttivo con le principali insegne della grande distribuzione organizzata per rafforzare insieme la sostenibilità, l’equilibrio e la valorizzazione dell’intera filiera produttiva e distributiva. L’obiettivo è garantire un sistema equo e sostenibile, capace di preservare l’accessibilità di alimenti fondamentali, come il latte, senza pesare sul consumatore –aggiunge Sequi –. Come Cooperativa oggi società Benefit, il nostro obiettivo primario è garantire in ogni condizione di mercato la migliore remunerazione alle aziende agricole socie per proseguire con successo nella missione di essere un attore primario per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio, di cui rappresentiamo il primo distretto agroalimentare regionale con un indotto di circa tremila unità».

La Cooperativa auspica anche una tempestiva risoluzione della vicenda legata all'entrata in vigore della direttiva Ets sul sistema di scambio delle quote di emissioni. «Confidiamo che le istituzioni regionali e centrali adottino misure di mitigazione adeguate per dare la possibilità all’economia locale, già colpita dagli effetti dell’insularità di competere su tutti i mercati, senza compromettere le tappe future del percorso di transizione energetica italiano ed europeo», conclude Remigio Sequi.

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