Paolo Milia: «I farmaci da sballo? Li conoscono tutti e si trovano in casa»
Il responsabile del Serd di Sassari avverte: «Danno dipendenza»
Sassari C’era un tempo in cui le sbronze adolescenziali si risolvevano in un mal di testa al mattino e la promessa, disattesa, di non bere mai più. Oggi, invece, i ragazzi hanno inventato un gioco nuovo, un alchimista 2.0 che non mescola solo gin e tonica, ma farmaci da banco, bibite gasate e caramelle colorate. Il tutto, servito con il nome seducente di “droga viola” o, per chi ama l’inglese, “Purple Drank”. Si prende uno sciroppo per la tosse con dentro codeina – che, in teoria, dovrebbe solo placare i colpi di tosse – si aggiunge una bevanda gassata, magari alla frutta, e qualche caramella gommosa, come ciliegina sulla torta. Si mescola bene e si ottiene un cocktail dall’aspetto innocuo, perfino allegro. Invece, è una piccola bomba sedativa. Perché la codeina è un oppioide e, come tutti gli oppioidi, ha un effetto rilassante, inebriante, ma soprattutto pericoloso. A dosi elevate, può portare alla dipendenza. Mischiata con l’alcol, può spedire dritti al pronto soccorso.
Paolo Milia, responsabile del Serd di Sassari, guarda il fenomeno con preoccupazione: «L’uso improprio di farmaci legali a scopo ricreativo è sempre più diffuso – spiega – Si tratta di medicinali che, pur non essendo stati sviluppati per produrre effetti psicoattivi, contengono principi attivi che possono indurre uno stato di alterazione mentale se assunti in modi o dosaggi non appropriati. Questa pratica, nota come “diversione del farmaco”, è facilitata dalla comune reperibilità di queste sostanze e dai tutorial consultabili su Internet che forniscono menù, dosaggi e principi attivi». Si va dal farmacista con ricette che possono essere modificate ad arte. E se lui fa troppe domande, c’è sempre un amico, un parente, una nonna ignara che ha in casa una scorta di Minias o Tavor. Basta aprire il cassetto delle medicine per trovare l’ingrediente giusto.
«Uno degli esempi più comuni riguarda le benzodiazepine, farmaci ansiolitici tra i più prescritti al mondo. Paradossalmente, i principali prescrittori non sono gli psichiatri, ma i medici di medicina generale. Nella maggior parte delle famiglie è possibile trovare almeno una confezione di farmaci come il Tavor (lorazepam), il Rivotril (clonazepam) o il Minias (lormetazepam), spesso utilizzati per trattare disturbi del sonno o ansia. Se assunti correttamente, sotto controllo medico e nei dosaggi appropriati, questi farmaci sono relativamente sicuri e non bisogna demonizzarli. Tuttavia, quando vengono utilizzati in modo improprio, specialmente in combinazione con l’alcol, possono provocare effetti molto pericolosi. Particolarmente a rischio sono le benzodiazepine a emivita breve, come il Minias, che producono un effetto rapido e intenso, rendendole più simili a sostanze stupefacenti. Particolarmente pericolosa è la combinazione con l’alcol, che amplifica gli effetti sedativi e può portare a conseguenze gravi, fino alla depressione respiratoria e al rischio di overdose. Un altro farmaco sempre più utilizzato a scopo ricreativo è lo sciroppo per la tosse contenente codeina. Questo principio attivo, in dosi normali, è un efficace sedativo della tosse, ma in quantità elevate agisce come un oppioide, inducendo effetti simili a quelli della morfina. Il cosiddetto “Purple Drank” o “Lean”, ottenuto mischiando lo sciroppo con bevande gassate zuccherate, è ormai un fenomeno diffuso anche in Italia. Lo zucchero e il gas delle bibite ne favoriscono l’assorbimento, aumentando la rapidità e l’intensità dell’effetto. Se si parla con gli adolescenti, è difficile trovarne uno che non lo conosca, a prescindere che l’abbia provato o meno».
Non basta: «Il problema principale è che i giovani non percepiscono i rischi associati a queste pratiche. Molti ragazzi non si considerano tossicodipendenti perché non associano l’uso di farmaci da banco o prescritti a una dipendenza vera e propria. Tuttavia, sia le benzodiazepine che la codeina possono portare a tolleranza e dipendenza nel tempo. Per questo, in ambito psichiatrico, si tende a prescriverli per periodi medio-brevi, secondo linee guida internazionali. Nel contesto del SerD, molti pazienti in trattamento per dipendenze da oppiacei fanno un uso improprio di benzodiazepine, rendendo necessario un monitoraggio costante». (lu.so)