La Nuova Sardegna

Lettera

Sanità, i presidenti degli Ordini dei medici: no ad altre superstrutture centralizzate


	Da sinistra la presidente della commissione Sanità Carla Fundoni, l'assessore alla Sanità Armando Bartolazzi e la presidente della giunta Alessandra Todde
Da sinistra la presidente della commissione Sanità Carla Fundoni, l'assessore alla Sanità Armando Bartolazzi e la presidente della giunta Alessandra Todde

Montaldo, Sulis e Lorenzoni scrivono alla presidente della commissione Sanità in consiglio regionale e chiedono un confronto

2 MINUTI DI LETTURA





Cagliari Il maxiemendamento sulla riforma della sanità ha contenuti sconosciuti e i presidenti degli Ordini dei medici della Sardegna chiedono un nuovo confronto con la commissione Sanità in consiglio regionale. Emilio Montaldo, Antonio Sulis e Salvatore Lorenzoni presidenti degli Ordini di Cagliari, Oristano e Sassari hanno scritto alla presidente della commissione Carla Fundoni, Pd, per sollecitare un nuovo incontro: «Dopo essere stati auditi in Commissione Sanità in merito al disegno di legge 40 sulla riforma della sanità, abbiamo appreso, dalla stessa Commissione, dell’esistenza di un “maxiemendamento” con contenuti differenti rispetto al testo a noi sottoposto, con la richiesta di disponibilità e l’anticipazione di una nuova audizione su questi nuovi contenuti. Invece – continuano i tre presidenti – , dai media, veniamo a conoscenza della sostanziale conclusione dell’iter preparatorio della riforma, e quindi, di fatto, dell’impossibilità di pronunciarci su un testo di cui non conosciamo il contenuto».

Montaldo, Sulis e Lorenzoni ribadiscono la loro preoccupazione sull’immobilismo più volte denunciato: «Confidando sulla possibilità di un nuovo confronto in merito a tematiche tanto delicate e urgenti, lungi da entrare nel merito della progettualità politica, ribadiamo le considerazioni e sollecitazioni già espresse, in termini assai preoccupati e allo stesso tempo corali, in occasioni delle precedenti audizioni. Stante la precarietà e la nota sofferenza del Sistema sanitario regionale, vittima, tra l’altro, di lunghe fasi di “immobilismo” gestionale in occasione delle recenti riforme, riteniamo che, in questo momento, debba essere evitato qualsiasi provvedimento che possa in qualche modo rallentare le attività delle Aziende. Nella medesima ottica appare necessario rifuggire dalla creazione di ulteriori sovrastrutture centralizzate, che bloccherebbero ancora di più di quanto già avviene la gestione di attività aziendali vitali e ormai urgentissime». 

Primo piano
Calcio serie C

Torres, sale la febbre per la Ternana: in Umbria previsti 500 tifosi sassaresi

di Luca Fiori
Le nostre iniziative