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Consorzio Pecorino romano, Maoddi: «Costi da ripartire»

Forme di Pecorino Romano
Forme di Pecorino Romano

In attesa di certezze, il Consorzio conferma l’esigenza di riequilibrare il mercato

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Sassari Sui dazi interviene anche il presidente del Consorzio Pecorino romano, Gianni Maoddi: «Per ora c’è molta incertezza perché non si sa come interverranno i dazi, se saranno generalizzati o se ci saranno dei codici doganali colpiti e altri esenti. Abbiamo bisogno di aspettare ancora 24-48 ore per capire quello che poi sarà realmente. La risposta dell’Unione europea ai dazi di Trump potrebbe servire a ridistribuire le risorse derivanti dalle imposte doganali ai prodotti Usa alle aziende che esportano su quel mercato e sono colpite in maniera tangibile col ripristino di premi all’esportazione. Abbiamo bisogno di riequilibrare il mercato: per esempio sono 35mila le tonnellate di Pecorino Romano, Parmigiano Reggiano e Grana Padano sul mercato americano per un fatturato di 450 milioni di euro che salgono a 500 milioni di euro con altri formaggi che da domani mattina vengono tassati al 20%. Se l’Ue riconosce questi 100 milioni in termini di premio all’esportazione alle aziende - si parla di 2-3 euro al chilo - allora si riequilibrerebbe il tutto. Tra le soluzioni c’è anche quello di ripartire il costo tra produttore, esportatore e azienda o consumatore finale». (im)

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