L'ultimo atto della San Martino: i libri in Tribunale
La sentenza che ha respinto il concordato può essere impugnata in appello
Sassari La San Martino srl deve presentare entro domani, lunedì 7, alla cancelleria del Tribunale i bilanci e le scritture contabili e fiscali obbligatorie insieme all’elenco dei creditori. L’udienza per l’esame dello stato passivo che supera i 19 milioni di euro è già stata fissata dal giudice Giovanna Maria Mossa per il 16 luglio alle 10, i creditori e terzi che vantano diritti reali o personali devono presentare 30 giorni prima dell’udienza le eventuali domande di insinuazione. Sono già attive la autorizzazioni per il curatore fallimentare Gianfranco Sotgiu per l’accesso alle banche dati dell’anagrafe tributaria e dell’archivio dei rapporti finanziari. Disposta anche l’acquisizione dell’elenco dei fornitori e la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari.
La procedura avviata dal Tribunale dopo il rigetto della proposta di concordato preventivo e l’apertura della liquidazione giudiziale (si tratta di un percorso che permette di vendere i beni dell’impresa per pagare i creditori garantendo una soluzione ordinata della crisi) entrano quindi nel vivo, anche se la San Martino srl può ancora impugnare la sentenza davanti alla Corte d’appello ma nel frattempo la procedura non si interrompe.
Una situazione complicata e dalla doppia faccia: l’acqua San Martino infatti continua a essere molto richiesta sul mercato, sonda nuove realtà internazionali e fa il suo ingresso in competizioni sportive come il recente campionato mondiale di Muay Thai che si è svolto a Singapore, dall’altra parte c’è una situazione di crisi aziendale marcata che emerge dal piano concordatario rigettato dal Tribunale in presenza anche del voto contrario espresso dall’Agenzia delle entrate e dalla Krones Italia srl . Una situazione alla quale si aggiunge il debito con la Provincia di Sassari - che sfiora i 3 milioni e mezzo di euro - e che si trascina a seguito di un contenzioso che dura da una ventina di anni.
L’elenco delle classi e crediti ammessi si apre con quelli da lavoro, poi ci sono gli enti previdenziali e le banche, quindi i crediti dell’Erario (quello dell’Agenzia delle entrate e sopra i 6 milioni di euro), e i leasing strategici.
Una situazione di crisi provata che evidenzia un passivo di circa 19 milioni di euro con una proposta di pagamento di 4 milioni e 700 mila euro e l’espressa dichiarazione che in assenza dell’omologa del concordato la San Martino non sarebbe stata in grado di proseguire la propria attività di impresa con il pagamento dei debiti.
Da qui la decisione del Tribunale di procedere con l’apertura della liquidazione giudiziale che è entrata nella fase operativa. Si tratta di vedere ora l’evoluzione e se - ma anche con quali tempi e possibilità di accoglimento - si possa tentare un’ultima mossa che passa necessariamente attraverso il ricorso in Corte d’appello. Sull’acqua San Martino c’è un grande interesse commerciale, ma anche l’attenzione a capire come si sia arrivati alla situazione di crisi attuale. E la partita più difficile si gioca proprio nelle aule giudiziarie.