Contro le fake news lo spirito critico del lettore
I dati pur veritieri possono essere proposti in modo da non rappresentare la realtà in maniera corretta. Il caso delle iscrizioni alle scuole superiori professionali
Le fake news non riguardano solo storie inventate, ma anche dati manipolati che, pur presentandosi come veritieri, possono compromettere la percezione della realtà. Un esempio recente riguarda le informazioni diffuse sulle iscrizioni scolastiche. Una notizia, riportata da alcune testate, suggeriva un calo drastico degli studenti nelle scuole superiori professionali dando l'impressione di una crisi nel sistema educativo. Tuttavia, quei dati non consideravano vari fattori, come le modifiche nelle modalità di iscrizione e anche l'impatto del calo demografico che riguarda tutti i tipi di scuole. Questo fenomeno è particolarmente insidioso perché i dati, considerati oggettivi, tendono ad avere un effetto più forte sulle persone rispetto a una semplice notizia. Se il pubblico percepisce una notizia come basata su numeri e statistiche, è più incline a credere che sia veritiera. Tuttavia, i numeri possono essere facilmente presentati in modo fuorviante, distorcendo la realtà e creando allarmismo infondato.
Le fake news sui dati, soprattutto su temi sensibili come l’istruzione, la sanità e l’economia, hanno il potenziale di influenzare le decisioni politiche e sociali. Le politiche pubbliche potrebbero basarsi su informazioni errate, portando a errori nelle scelte di allocazione delle risorse o nella progettazione di interventi. Per contrastare questo fenomeno, è fondamentale che chi diffonde informazioni verifichi le fonti e fornisca un contesto chiaro, evitando di lasciare spazio a interpretazioni sbagliate.
La responsabilità, quindi, non è solo dei giornalisti, ma anche dei lettori, che devono sviluppare spirito critico e imparare a riconoscere le fonti affidabili. Solo così sarà possibile ridurre l’impatto delle fake news sui dati e tutelare la verità.
*Michele è uno studente dell’Ipsar di Alghero